Ronnefalk torna sul tetto del mondo. Il sogno del quarto titolo consecutivo di Ongaro si spegne mentre è in testa

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Il Mondiale IFMAR 1/8 Buggy Nitro 2026 al Thornhill Racing Circuit, in Texas, si chiude con una delle finali più amare che si possano immaginare per i colori italiani. David Ronnefalk è Campione del Mondo per la seconda volta, dieci anni dopo il successo di Las Vegas 2016, mentre Davide Ongaro vede interrompersi per un problema tecnico dopo un errore una gara che lo stava portando verso uno storico quarto titolo mondiale consecutivo.

Ma la giornata conclusiva non è stata soltanto Ongaro. Riccardo Berton, Mattia Polito e Marco Baruffolo hanno affrontato un sabato durissimo nel tabellone delle finali, con Polito arrivato addirittura a sfiorare il passaggio alla Main attraverso la LCQ.

I numeri ufficiali di LiveRC raccontano il risultato finale: Ronnefalk vince con 98 giri in 1:00:32.358, precedendo Mason Fuller di appena 1,439 secondi. Terzo Juan Carlos Canas a due giri. Ongaro, invece, figura 13° con soli 40 giri in 24:38.451, classificato DNF.

Baruffolo: il Mondiale termina nei quarti

Per Marco Baruffolo la giornata parte dai quarti di finale.

L’italiano è inserito nella 1/4 A e il compito è tutt’altro che semplice. Baruffolo mostra comunque una velocità decisamente superiore a quanto potrebbe suggerire il risultato finale: il suo giro migliore è un 36.465, e la media dei suoi migliori dieci giri è 36.914.

La gara, però, non gli permette di concretizzare quel passo.

Dopo trenta minuti Baruffolo conclude 10° con 46 giri in 30:08.637. Davanti, Clément Boda vince con 48 giri davanti a Kouki Kato e Pekko Iivonen. Per Marco il cammino verso la finale mondiale termina quindi nei quarti.

Resta comunque un Mondiale nel quale Baruffolo aveva mostrato sprazzi di grande velocità, soprattutto nella parte conclusiva delle qualifiche. In un evento di questo livello, però, nelle finali non basta essere veloci: serve mettere insieme trenta minuti praticamente senza sbavature.

Berton: una semifinale combattuta fino alla fine

Situazione differente per Riccardo Berton, che grazie alle qualifiche aveva conquistato l’accesso diretto alle semifinali.

Berton corre nella Semi B e completa tutti i 48 giri in 30:21.965, chiudendo settimo. Il dato più impressionante è quanto sia compatto il gruppo alle spalle dei primi: Berton precede Jared Tebo di appena 677 millesimi, ma non riesce a trovare la posizione necessaria per entrare direttamente nella Main.

Il suo ritmo, però, c’è: 36.471 il giro più veloce, con una media dei migliori dieci di 36.696.

La settima posizione gli lascia ancora una possibilità: la Last Chance Qualifier, l’ultima porta per entrare nella finale mondiale.

Nella LCQ, però, la corsa di Berton si complica. Riccardo termina nono, con 23 giri in 15:06.342. Il suo miglior passaggio in 36.378 conferma ancora una volta che la velocità non manca, ma questa volta il risultato non è sufficiente.

Berton chiude così il Mondiale 15° nella classifica finale ufficiale LiveRC, un risultato che lo colloca immediatamente alle spalle dei tredici finalisti e di Noha Ben Mohamed.

Polito, a un passo dall’impresa

Se c’è un italiano che nella LCQ ha fatto davvero sognare è Mattia Polito.

La sua giornata era cominciata dalla semifinale B, dove termina decimo con 47 giri in 30:10.110. Anche in questo caso i numeri mostrano una prestazione migliore di quanto dica la posizione: Polito gira in 36.282 e la media dei suoi migliori dieci passaggi è 36.681.

Poi arriva la Last Chance Qualifier.

Ed è qui che Mattia costruisce una delle migliori prestazioni italiane della giornata.

Polito conclude terzo, completando 24 giri in 15:05.050. Davanti a lui Pekko Iivonen termina secondo in 15:02.359: appena 2,691 secondi separano quindi Polito dalla seconda posizione. La vittoria va a Seth VanDalen, unico a completare 25 giri.

Il dato sulla costanza è ancora più significativo: Polito chiude la LCQ con il 97,03% di consistenza, il valore migliore tra i primi della gara, e un giro veloce di 36.295.

La Main rimane fuori portata, ma Mattia esce dal Mondiale dopo aver dimostrato di poter battagliare con piloti di primissimo piano.

Ongaro parte quarto. L’obiettivo è entrare nella storia

Poi arriva il momento che tutti aspettano.

Davide Ongaro si presenta alla finale da tre volte campione mondiale consecutivo. Dopo i successi del 2018, 2022 e 2024, in Texas può realizzare qualcosa che nessuno è mai riuscito a fare: vincere quattro edizioni consecutive del Mondiale 1/8 Buggy. Red RC aveva indicato proprio la caccia al quarto titolo consecutivo come uno dei grandi temi dell’evento.

La semifinale aveva confermato quanto sarebbe stata dura. Ronnefalk aveva dominato la Semi A guadagnandosi la pole della finale; nella Semi B Ongaro, Fuller e gli altri avevano dato vita a una gara molto più movimentata, conclusa con Chase Lemieux davanti a Fuller e allo stesso Ongaro. Il campione italiano si ritrova così quarto sulla griglia della finale.

Ma sessanta minuti sono un’altra storia.

E Ongaro lo sa meglio di chiunque altro.

Davide va all’attacco: il quarto Mondiale sembra possibile

Nella Main Ongaro ritrova il passo che negli ultimi anni lo ha reso il riferimento assoluto della categoria.

E i numeri di LiveRC sono impressionanti.

Prima del ritiro completa 40 giri con un best lap di 35.616 secondi, più veloce sia del 35.796 di Ronnefalk sia del 35.852 di Fuller. La media dei suoi migliori cinque giri è 35.816, quella dei migliori dieci 35.956 e quella dei migliori quindici 36.055.

Sono numeri da vittoria.

Soprattutto, Ongaro non sta semplicemente cercando di sopravvivere alla finale: sta lottando per vincerla.

La rincorsa al quarto titolo consecutivo prende forma giro dopo giro. Ancora una volta Davide sembra capace di trasformare il Mondiale nel terreno sul quale riesce a esprimersi meglio, proprio quando la pressione diventa massima.

Poi, dopo poco meno di venticinque minuti, tutto cambia.

A 24 minuti il sogno si spegne

Il cronometro ufficiale LiveRC è impietoso: 40 giri, 24:38.451. DNF.

La corsa di Ongaro finisce lì.

Non per mancanza di velocità. Non perché il ritmo di Ronnefalk o Fuller fosse irraggiungibile. Al contrario: fino a quel momento il passo dell’italiano era da vittoria e il suo 35.616 resterà il giro più veloce registrato tra i tre grandi protagonisti.

È questo che rende ancora più amaro il verdetto.

Ongaro era arrivato in Texas cercando qualcosa che sarebbe entrato definitivamente nella storia dell’automodellismo: quattro Mondiali consecutivi. Dopo essere stato il primo a difendere con successo il titolo e dopo aver completato nel 2024 la tripletta consecutiva, il poker sembrava realmente alla sua portata.

Questa volta, però, è un rarissimo errore di guida, che costa veramente troppo caro a Davide.

Il quarto titolo consecutivo dovrà aspettare.

Ronnefalk contro Fuller: un Mondiale deciso in 1,439 secondi

Con Ongaro fuori dai giochi, la finale non è comunque finita.

Anzi.

La lotta per il titolo diventa un duello tra David Ronnefalk e Mason Fuller.

Sessanta minuti di gara si riducono alla fine a meno di un secondo e mezzo.

Ronnefalk completa 98 giri in 1:00:32.358.

Fuller completa gli stessi 98 giri in 1:00:33.797.

Differenza: 1,439 secondi.

Dopo un’ora di finale mondiale.

Un margine quasi insignificante che dà la misura della prestazione dello svedese ma anche di quella di Fuller, protagonista per tutta la settimana e Top Qualifier dopo aver conquistato tre delle sei manche di qualifica.

Canas completa il podio con 96 giri, davanti a Marcus Kaerup e Brandon Rose.

Dieci anni dopo Las Vegas, Ronnefalk è di nuovo Campione del Mondo

Ed è difficile non rendere merito a David Ronnefalk.

Perché quella del Texas non è semplicemente un’altra vittoria.

Sono trascorsi esattamente dieci anni dal suo primo titolo mondiale, conquistato a Las Vegas nel 2016. Allora Ronnefalk vinse completando 96 giri in 1:00:15.657 davanti a Robert Batlle e Ty Tessmann.

Poi è arrivata l’era Ongaro.

Nel 2026 lo svedese si è presentato a Thornhill come l’ultimo pilota ad aver vinto il Mondiale prima dell’inizio del dominio dell’italiano. E proprio lui è diventato l’uomo che, dieci anni dopo Las Vegas, torna sul gradino più alto.

Non è stata una vittoria arrivata dal nulla.

Ronnefalk aveva vinto Q1 e Q5, aveva chiuso secondo le qualifiche dietro a Fuller e nella semifinale aveva imposto un ritmo tale da conquistare la pole position per la Main nonostante la necessità di effettuare un rifornimento in più rispetto ad alcuni rivali.

Poi ha fatto ciò che conta più di tutto in un Mondiale: ha portato a termine sessanta minuti quasi perfetti quando il titolo era in palio.

E quando Fuller è arrivato a soli 1,439 secondi, Ronnefalk era ancora davanti.

L’Italia torna dal Texas senza titolo, ma resta protagonista

Il risultato finale lascia inevitabilmente l’amaro in bocca.

Baruffolo si ferma nei quarti dopo aver mostrato una velocità superiore alla posizione finale. Berton raggiunge la semifinale e chiude il Mondiale al 15° posto. Polito arriva fino alla LCQ e termina terzo, sfiorando la possibilità di proseguire il suo cammino.

E poi c’è Ongaro.

Il 13° posto scritto nella classifica finale racconta pochissimo della sua gara. LiveRC registra semplicemente 40 giri e un DNF dopo 24:38, ma quei primi venticinque minuti raccontano una storia completamente diversa: quella di un pilota che aveva ancora una volta la velocità necessaria per diventare Campione del Mondo.

Il quarto titolo consecutivo non è arrivato.

Ma il regno di Ongaro non termina per una finale nella quale è stato tradito mentre lottava davanti. Al contrario, il Texas ha confermato che Davide rimane uno dei riferimenti assoluti della categoria.

Il Mondiale 2026, però, appartiene a un altro grande campione.

David Ronnefalk.

Las Vegas 2016.
Texas 2026.

Dieci anni tra due titoli mondiali, in una categoria nella quale restare al vertice per così tanto tempo è già un’impresa.

E questa volta, per tornare sul tetto del mondo, Ronnefalk ha dovuto aspettare che si interrompesse una delle strisce di vittorie più straordinarie nella storia dell’1/8 Buggy.

linus
linushttps://www.modellismorc.net
Modellista e webmaster di ModellismoRC.net dalla notte dei tempi

Ultimi articoli